Non li avevo visti arrivare.
Nonostante negli ultimi anni siano apparsi diverse volte.
Li abbiamo citati come alibi per aver perso l’entusiasmo per le cose che un tempo ci smuovevano l’anima.
Li abbiamo additati come i colpevoli di ogni male interiore che ci annebbiava la vista, impedendoci di guardare al futuro con uno spirito proattivo.
Li abbiamo urlati dentro di noi fra le lacrime della nostra immagine riflessa nello specchio, una miriade di volte.
Li abbiamo cercati nel calore della conferma, per motivare le cose nuove che incominciarono ad appagarci. E quelle da cui ci stavamo allontanando.
Li abbiamo pensati con stupore realizzando quanto, man mano che il tempo passava, eravamo lontani da quei ricordi così divertenti, spensierati e incoscienti, dell’adolescente passato.
Li abbiamo sentiti nelle bocche di chi condivideva il proprio piano di vita desiderato, a fasi, a step, ascoltando questi life planner con un po’ di dissenso.
Li abbiamo considerati in tutti quei momenti, circondati dagli amici, mentre ci guardavamo attorno, facendo l’appello, notando chi, nonostante gli anni passati, era rimasto.
Li abbiamo indugiati nei rimpatri di famiglia, rincontrando chi avevamo lasciato come bambini, i ragazzi che pensavamo di esser rimasti noi.
Li abbiamo amati e temuti, pensando a chi avremmo potuto avere al nostro fianco quel giorno, temendo che sarebbe dovuta essere la persona del per sempre, e amando allo stesso tempo l’idea di poter avere al proprio fianco una persona, che a quel punto, sarebbe dovuta divenire il nostro per sempre.
Li abbiamo ritrattati, realizzando e accettando che non esiste un mai, e che non esiste un sempre.
Li abbiamo anche osservati, in coloro che ci erano arrivati prima, e in coloro che ci erano passati da anni, per comprendere come avessero proseguito dopo la tanto dibattuta soglia. Nel farlo incontrammo tanti pareri differenti, taluni discordanti.
Li abbiamo infine ignorati, una volta compreso che erano semplicemente il destino di tutti, stabilito e definito dall’ovvio, e che da loro non si poteva fuggire.
Ma nonostante ciò, non li avevamo visti arrivare.
Nonostante siano apparsi diverse volte. Forse troppe.
E forse proprio per questo.
E solo ora che sono arrivati, possiamo guardare a questa soglia come al traguardo inflazionato da aspettative e sgomenti che è, realizzando che forse non avevamo motivo di provare cotanto timore, e che forse non c’era niente da vedere, che non avessimo già visto.



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