Cosa è RICH♡HARD?

Uno spazio nato per diletto, proseguito per passione.

RICH♡HARD è un blog autobiografico che nasce nel marzo del 2015, per soddisfare il bisogno di sfogare “nero su bianco” il disorientamento che l’età post diploma ci introduce.

Il titolo del blog è la traduzione inglese del mio nome di battesimo, Riccardo (Richard). La sua voluta scissione ha un duplice significato: vuole indicare quanto dura e difficile può rivelarsi la vita, e al tempo stesso la ricchezza (rich) e lo spessore (hard) dei racconti che tentano di raccontarla, attraverso i miei occhi.

Come funziona?

Ogni articolo è preceduto da una canzone, che invito ad ascoltare durante la lettura, poiché è la medesima attraverso la quale viene sritto l’articolo in oggetto, ed aiuta, a mio avviso, a sintonizzarsi al meglio con lo stato d’animo dell’autore e a percepire con il tono corretto ogni parola.

Molti articoli sono arricchiti da GIF o immagini che hanno sempre una correllazione con il contenuto del tema trattato, oltre che una scelta artistica he ha lo scopo di aiutare il lettore a ricreare l’ambient nel quale l’autore invita ad entrare, con riferimenti contemporanei a scene di serie tv, film, e di cultura generale pop.

Di seguito trovate la playlist completa di tutti i brani creata ad hoc per la lettura del blog, da poter ascoltare in shuffle durante la navigazione.

In futuro?


Questo progetto nato da autodidatta mi ha regalato negli anni tante soddisfazioni: mi ha aperto la porta a opportunità professionali e a collaborazioni con diverse testate online indipendenti. È proprio grazie a questo percorso che, anche seppur oggi con una frequenza diversa rispetto al passato, continuo a prendermi cura di questo spazio.

I miei riferimenti

Per avere una panoramica a 360° della personalità decostruita e ricostruita plurime volte negli anni, trovo potenzialmente interessante condividervi alcuni dei miei riferimenti e le mie icone che nel quotidiano mi accompagnano collaborando a rendermi ciò che sono.

4 pensieri riguardo “Cosa è RICH♡HARD?

  1. Sono le 17:17 del 20 maggio 2016 e ho appena finito di leggere il tuo blog.
    Ho iniziato a leggerlo alle 15:00 circa. In queste due ore e venti ho provato un’infinità di emozioni.
    Erano le 14:00 sempre di questa giornata quando, aprendo questo sito, ho deciso di mettere sotto carica il computer e di portarmelo dietro per poter leggere le tue storie in un bar in riva al mare con un bicchiere del mio vino preferito.
    A volte sono stato costretto a mettermi gli occhiali da sole perchè mi veniva da piangere, soprattutto per le lettere a Claudia, Linda, Caterina e Aduda. Non provo vergogna nel farmi veder piangere davanti a un computer in mezzo ad un bar; ma come hai detto te, le persone giudicano senza sapere.
    “Il mondo emerso” mi ha preso proprio profondamente. Non è che me ne intenda più di tanto anche se leggo molti libri (tempo permettendo, purtroppo), ma sai scrivere veramente bene.
    Mi è piaciuto moltissimo il fatto che a molte parole associavi una canzone. E soprattutto quando hai consigliato l’ascolto di “A Beautiful Lie”, “From Yesterday” e “The Kill” mi si è aperto il cuore perchè i Thirty Seconds To Mars sono la mia band preferita.
    Molti tuoi post erano brevi ma diretti, chiari e veritieri. Su tanti aspetti mi sono ritrovato tra me e me a darti ragione.
    In teoria questo pomeriggio dovevo studiare per un esame di sabato prossimo che, probabilmente, sarà forse il più importante della mia vita. Ma sai cosa ti dico? Sono felice di aver letto tutto ciò, di aver letto la storia della tua famiglia, la storia del tuo primo lavoro e tutti i tuoi pensieri che hai deciso di rendere, fortunatamente, pubblici. E dico fortunatamente perchè fa sempre piacere sapere che c’è qualcuno che la pensa come te, che è profondo e vivo allo stesso tuo modo. Mi sono sentito un po’ simile a te.
    Quando ho finito di leggere interamente il tuo blog speravo che ci fosse ancora una storia, ancora qualche tuo pensiero da scoprire e capire per poter farne tesoro.
    Ora ti sto scrivendo sempre da questo bar prendendo un caffè e ho deciso di fare un’altra cosa: ho deciso di non studiare nemmeno per queste due orette che precedono la cena perchè voglio pensare a tutto ciò che hai scritto guardando il mare e baciato dal sole.
    Sarò felice di studiare stasera rinunciando ad uscire, anche se si tratta di un venerdì sera. Hai reso intenso ed emozionante un mio pomeriggio noioso e monotono.
    Spero di poter leggere al più presto un’altra tua storia perchè non vedo veramente l’ora.

    Può sembrarti strano ma ti ringrazio per tutto ciò.

    Non posso firmarmi con il mio vero nome, quindi mi firmerò con Alibi. Forse riuscirai a capire anche il perchè di questo nome.

    Un abbraccio sincero e forte Riccardo.

    Alibi.

    "Mi piace"

  2. Sono le 17:17 del 20 maggio 2016 e ho appena finito di leggere il tuo blog.
    Ho iniziato a leggerlo alle 15:00 circa. In queste due ore e venti ho provato un’infinità di emozioni.
    Erano le 14:00 sempre di questa giornata quando, aprendo questo sito, ho deciso di mettere sotto carica il computer e di portarmelo dietro per poter leggere le tue storie in un bar in riva al mare con un bicchiere del mio vino preferito.
    A volte sono stato costretto a mettermi gli occhiali da sole perchè mi veniva da piangere, soprattutto per le lettere a Claudia, Linda, Caterina e Aduda. Non provo vergogna nel farmi veder piangere davanti a un computer in mezzo ad un bar; ma come hai detto te, le persone giudicano senza sapere.
    “Il mondo emerso” mi ha preso proprio profondamente. Non è che me ne intenda più di tanto anche se leggo molti libri (tempo permettendo, purtroppo), ma sai scrivere veramente bene.
    Mi è piaciuto moltissimo il fatto che a molte parole associavi una canzone. E soprattutto quando hai consigliato l’ascolto di “A Beautiful Lie”, “From Yesterday” e “The Kill” mi si è aperto il cuore perchè i Thirty Seconds To Mars sono la mia band preferita.
    Molti tuoi post erano brevi ma diretti, chiari e veritieri. Su tanti aspetti mi sono ritrovato tra me e me a darti ragione.
    In teoria questo pomeriggio dovevo studiare per un esame di sabato prossimo che, probabilmente, sarà forse il più importante della mia vita. Ma sai cosa ti dico? Sono felice di aver letto tutto ciò, di aver letto la storia della tua famiglia, la storia del tuo primo lavoro e tutti i tuoi pensieri che hai deciso di rendere, fortunatamente, pubblici. E dico fortunatamente perchè fa sempre piacere sapere che c’è qualcuno che la pensa come te, che è profondo e vivo allo stesso tuo modo. Mi sono sentito un po’ simile a te.
    Quando ho finito di leggere interamente il tuo blog speravo che ci fosse ancora una storia, ancora qualche tuo pensiero da scoprire e capire per poter farne tesoro.
    Ora ti sto scrivendo sempre da questo bar prendendo un caffè e ho deciso di fare un’altra cosa: ho deciso di non studiare nemmeno per queste due orette che precedono la cena perchè voglio pensare a tutto ciò che hai scritto guardando il mare e baciato dal sole.
    Sarò felice di studiare stasera rinunciando ad uscire, anche se si tratta di un venerdì sera. Hai reso intenso ed emozionante un mio pomeriggio noioso e monotono.
    Spero di poter leggere al più presto un’altra tua storia perchè non vedo veramente l’ora.

    Può sembrarti strano ma ti ringrazio per tutto ciò.

    Non posso firmarmi con il mio vero nome, quindi mi firmerò con Alibi, e forse riuscirai a capire anche il perchè di questo nome.

    Un abbraccio sincero e forte Riccardo.

    Alibi.

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    1. Non hai idea di quanto mi facciano piacere le tue parole, sapere che le parole da me scritte non sono solo pensieri ad alta voce ma anche fonte di riflessione e di solidarietà per altre persone mi riempie il cuore di gioia, e perché no, di commozione. Ti auguro di dare il massimo al tuo esame ma sono certo che una mente che ha elaborato questo commento il massimo lo avrà sempre! Mi dispiace non poter conoscere la tua identità, ma rispetto le tue intuibili motivazioni. Un abbraccio ❤️

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      1. È raro che io faccia promesse perchè per me il promettere qualcosa non è una frase detta così per dire, ma io ti prometto che un giorno ti verrò a cercare e ti abbraccerò perchè te lo meriti. Ti meriti un abbraccio pieno di emozioni, uno di quelli che stai li fermo con i minuti che passano ma che non te ne accorgi.
        Potessi ti direi subito “Riccardo, vieni qui”, ma non è ancora il momento per entrambi.

        Nel frattempo ti aspetto qui.

        Alibi.

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